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Premio Angelo Frammartino 2015 – Il coraggio delle scelte

Il prossimo 9 agosto 2015, presso la Villa Comunale di Caulonia Marina, nell’ambito di un incontro dal titolo Pace è donna, verrà assegnato a Federica Angeli il Premio Angelo Frammartino, giunto alla sua ottava edizione.


All’incontro prenderanno parte il Vescovo di Locri Gerace, S.E. Mons. Francesco Oliva, Luisa Morgantini, già vice presidente del Parlamento Europeo e Adriana Musella, presidente del coordinamento Nazionale Antimafia.

Federica Angeli, giornalista del quotidiano La Repubblica, vive sotto scorta a causa delle minacce di morte ricevute da alcuni membri del clan Spada, di Ostia, mentre raccoglieva informazioni per il suo giornale e dopo essere stata testimone di una sparatoria fra clan aver coraggiosamente reso la sua denuncia ai Carabinieri il 15 luglio di due anni fa.


Abbiamo scelto di premiare una donna coraggiosa, diventata forse suo malgrado simbolo di tutte le battaglie che abbiamo di fronte. Lotte per le quali non basteranno forza e determinazione, ma saranno necessarie l’eleganza, la tenerezza  e la capacità di comprensione tipiche delle donne in ogni tempo.

Abbiamo di fronte, infatti, cambiamenti epocali, con i quali è in gioco non solo la credibilità del nostro operare per la Pace e la cultura nonviolenta oggi, ma anche la possibilità di vivere in un mondo giusto e felice per chi verrà dopo di noi.

Pensiamo alla sfida dell’integrazione, della rivoluzione culturale contro ogni forma di mafia e di sfruttamento delle nuove povertà, ad un necessario cambiamento di prospettiva che metta al centro i grandi esclusi dalle nostre società, i bambini, gli ammalati, gli anziani, i poveri e faccia della loro fragilità, delle loro ferite, una finestra aperta sull’umanità.

Pensiamo alla necessità di azioni civili che ripropongano la questione del diritto al lavoro come cardine dell’inserimento sociale di ogni cittadino. Pensiamo al tema del rispetto ambientale e dello sviluppo sostenibile. O anche a quello della cittadinanza che rischia di diventare uno strumento di esclusione, piuttosto che di garanzia dei diritti fondamentali di cui ogni persona è titolare a prescindere dai propri meriti.


Qualunque battaglia è destinata ad essere persa, in questo momento della storia, se non viene vissuta come un piccolo necessario contributo ad un radicale cambiamento della nostra cultura.

Pace è donna, più che essere un tema al quale si lega l’impegno di tanti, fra i quali i volontari della Fondazione Angelo Frammartino, è l’indicazione di una modalità con cui vivere tutti gli aspetti della quotidianità, dal lavoro, alle relazioni interpersonali, all’impegno civile e sociale che si esprime con le più diverse forme di volontariato.


Dicendo Pace è donna noi diciamo anzitutto che vogliamo prenderci cura della porzione di mondo che ci è stata affidata. Che rinunciamo alle logiche del guadagno e del profitto, spesso mascherate da ottimi propositi, per mettere al centro del nostro operare il senso supremo della Giustizia, che vuol dire operare per il bene di tutti e per la loro felicità.