Non c'è futuro senza perdono....

mandelaIl 2 febbraio 1990 è un giorno che rimarrà nella storia e nella memoria collettiva del Sudafrica. E' la data che segnò nel Paese la fine dell'apartheid, la politica di segregazione razziale durata trent'anni. Quattro anni dopo, nel 1994, Nelson Mandela sarebbe diventato presidente di una "nazione arcobaleno", il Sudafrica democratico.

A 21 anni esatti da quella data storica, lo scorso 2 febbraio la Fondazione Angelo Frammartino onlus ha voluto ricordare quella giornata inaugurando le attività nelle scuole di Monterotondo per l'anno scolastico in corso con la proiezione del film "Invictus", presso il Cinema Mancini.
La proiezione è stata preceduta dal saluto del sindaco di Monterotondo, Mauro Alessandri, e dal racconto emozionante di Hurchele Saaiman, Primo Segretario dell'Ambasciata del Sudafrica in Italia.
La signora Saaiman ha portato la propria testimonianza diretta sull'apartheid, un periodo di sopraffazioni, violenze, soprusi, nel quale ai neri e ai meticci veniva negato tutto, "persino la possibilità di sognare". Dopo anni di segregazione, violenze ed uccisioni, quel 2 febbraio la storia segnò un cambiamento improvviso. Da una  parte, etnie e colore della pelle divennero finalmente irrilevanti ai fini del godimento dei diritti umani. Dall'altra, il perdono fu la principale risposta dei neri a ciò che avevano subito durante l'apartheid. "Gli altri", insomma, iniziarono ad essere riconosciuti come uomini e donne appartenenti alla terra del Sudafrica, indipendentemente dalla propria origine etnica o dagli sbagli del proprio passato. Perché, per dirla con le parole di Desmond Tutu, "non c'è futuro senza perdono".