Gio18012018

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Monterotondo condanna l'atto intimidatorio contro i cittadini romeni.

L'intervista, pubblicata su "Il Messaggero", del padre di Angelo Frammartino, la cui famiglia ha fatto sentire la solidarietà ai due cittadini romeni il cui esercizio commerciale, a Monterotondo, è stato oggetto di un atto intimidatorio nei giorni scorsi.

Si è sempre contraddistinta per l'apertura alle nuove culture la città di Monterotondo, che condanna fermamente "l'ignobile atto intimidatorio compiuto ai danni dell'esercizio commerciale gestito dai due cittadini romeni Diana e Daniel". Ed è proprio ai due esercenti che ora i residenti esprimono solidarietà. La stessa solidarietà che non hanno fatto mancare alla famiglia Frammartino quando il 10 agosto 2006 venne assassinato a Gerusalemme, Angelo, cresciuto a Monterotondo con la cultura della pace e della convivenza tra i popoli. Lo scorso 25 settembre si è costituita ufficialmente la Fondazione in suo onore che come recita l'articolo 4 dello Statuto "ha lo scopo di promuovere i principi e i valori della pace, della solidarietà, della convivenza, della giustizia, dell'etica dei comportamenti sociali, dei diritti e delle libertà fondamentali della persona umana e delle comunità, con particolare attenzione ai giovani". «Monterotondo ha sempre rifiutato ogni forma di intolleranza - dice Michelangelo Frammartino, il padre di Angelo - e lo ha dimostrato attraverso la solidarietà e la vicinanza che la mia famiglia ha ricevuto quando abbiamo perso Angelo. Tutti i cittadini hanno condiviso il nostro dolore. La fondazione che abbiamo costituito contrasterà questa violenza con la diffusione della cultura e il rispetto delle tradizioni dei popoli. E' solo lavorando in questo modo che si può sperare di cambiare le cose. Sono rimasto molto colpito dalle dichiarazioni dei familiari di Giovanna Reggiani, dalle quali traspare la voglia di giustizia, ma non un sentimento di odio e di vendetta. Le loro parole non incitano alla violenza. Questo mi ha dato una speranza. Sono sicuro che anche il bene riesce a portare altro bene. Non si risolvono i problemi con le bombe, con la violenza e con atti terroristici. Episodi di questo tipo mi lasciano indignato e feriscono tutta la città»