La società civile ed il suo ruolo

In occasione del 17 marzo, giornata contro le mafie che si è svolta a Genova, Don Ciotti ha dichiarato: "La società civile, e non solo la magistratura e le forze dell'ordine, faccia la sua parte nel combattere tutto quello che c'è di illegale".

Ogni anno la corruzione pubblica costa allo Stato 60 miliardi di euro: lo ha stimato la Corte dei Conti il mese scorso. Se poi ci aggiungiamo le proiezioni sull'evasione fiscale, gli interessi delle mafie, il riciclaggio e tutte le altre diverse forme di illegalità, si raggiunge un conto totale di circa 560 miliardi di euro l'anno. Tutte risorse sottratte alla collettività, che potremmo usare per creare percorsi di politica sociale, intervenire sulle fasce più deboli della società, meglio educare i nostri figli. 
Ecco, uno dei grandi problemi del nostro Paese sta tutto qua. Non si può sensibilizzare, combattere e parlare solo della Mafia, senza riflettere sulla legalità sostenibile che troppo spesso ci ritroviamo a tollerare. Una legalità malleabile, elastica: quella di chi rispetta una legge se gli conviene ma non la rispetta se non gli conviene. È la zona grigia di cui parlava Primo Levi: quel limbo di confine a metà tra il lecito e l'illecito, tra il giusto e il non giusto, altra faccia dell'ingiustizia quanto l'assenza di diritti. 
È arrivato invece il momento di far sentire forte la nostra corresponsabilità: di assumercela tutta, fino in fondo. È arrivato il momento che anche la società civile - e non solo le tante associazioni impegnate come Libera, le magistrature e le forze dell'ordine dello Stato - faccia la sua parte nel combattere tutto quello che c'è di illegale e ci porta a fondo. Dobbiamo mettere insieme energie, idee, gruppi, persone: convincersi che è il Noi che vince. Dobbiamo riprendere a contribuire come cittadini al rinnovamento e al rafforzamento della nostra democrazia, perché ne abbiamo troppo bisogno. Non la democrazia pallida di questi ultimi anni, scolorita dalla politica debole che rende forti le mafie, ma la democrazia come valore: quella che porta con se giustizia e dignità umana, ma che non sta in piedi senza la terza gamba che si chiama responsabilità. 
Libera opera per tutto questo dal 1995, da quando raccolse un milione di firme per una proposta di legge a favore del riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. E anche per questo sarà il 17 marzo a Genova, in occasione della XVII Giornata della Memoria e dell'Impegno, ad accogliere centinaia e centinaia di famigliari delle vittime innocenti di Mafia e stringerli in un grande abbraccio, a nome di tutto il Paese. 
Arriviamo in una città aperta, porta d'Europa, dopo un lungo cammino di incontri nelle scuole di tutta la regione, da Sanremo a La Spezia, dopo aver incontrato migliaia di ragazzi, educatori, scout, associazioni: realtà piene di fermento, giovani che hanno solo voglia di impegnarsi, porsi delle domande, scendere in profondità e non arrendersi al sapere del sentito dire. Arriviamo in una terra, soprattutto, dove è importante ritrovarsi: una regione con due comuni freschi di scioglimento per infiltrazioni mafiose, un territorio che dimostra una presenza delle mafie al Nord vecchia ormai di 50 anni, quella stessa Liguria da cui proveniva il giovane Dario Capolicchio, studente di Sarzana, innocente ucciso da Cosa Nostra con l'autobomba di Firenze del 1993.

Fonte: www.perlapace.it