Solidarietà a Neila e Nadia e alle loro famiglie

 Ma non è così e lo sappiamo. Segni ed episodi di intolleranza nei confronti dello straniero e del diverso, purtroppo ce ne sono stati sin troppi nella nostra comunità per ridurre anche questo episodio ad una “ragazzata”. La difficoltà di integrazione che vivono i ragazzi stranieri nelle scuole, accompagnata da comportamenti e prese in giro sul colore della pelle o sul modo di parlare o di mangiare o del vestire, creano barriere comunicative, isolamento e umiliazione tra coetanei che poi, come noto, possono sfociare in episodi di bullismo, violenza, rifiuto e persino di auto-isolamento, fino a compiere gesti estremi, di disperazione.

Il tempo che viviamo è un tempo difficile, sotto un apparente benessere covano insicurezze materiali e di identità, crisi di ideali e perdita di punti di riferimento. La crisi non è solo quella economica, ma culturale, politica, sociale ed è nostro dovere leggere con attenzione i segnali che arrivano dalla nostra collettività, dalla famiglia, dalla scuola, dai gruppi di amici, dalle diverse comunità presenti nel nostro territorio.

Nei mesi scorsi, dovendo decidere a quale tema dedicare le iniziative di primavera della Fondazione Angelo Frammartino, scegliemmo il tema dell’integrazione e dei diritti di cittadinanza, pensando alla presenza di cittadini diversi, come i richiedenti asilo, i rifugiati politici, gli immigrati in cerca di lavoro che vivono nel nostro territorio. Una popolazione spesso invisibile che incrociamo nelle nostre attività quotidiane, ma che nel migliore dei casi non conosciamo e non frequentiamo. Persone, individui che sono cittadini come noi, con gli stessi diritti universali, che hanno figli e figlie che vanno a scuola con i nostri figlie e figlie, che vanno al lavoro o cercano lavoro dignitoso, ma che spesso trovano solo lavoro in nero, senza diritti. Cittadini che fuggono dal loro paese per una guerra o per la fame o perché oggetto di minaccia, abbandonando quel poco che hanno in cerca di una vita degna e di una nuova comunità di accoglienza. Storie dell’umanità le cui radici si perdono nei secoli, ma che noi, discendenti di emigranti, di rifugiati politici, di viaggiatori sembriamo aver dimenticato.

L’episodio di cui sono state vittime le due donne tunisine ci addolora e ci umilia perché non siamo stati capaci di prevenire l’offesa. Perché non siamo stati in grado di accogliere e di preparare la nostra comunità a rispettare ed a convivere.

Esprimendo la più sincera solidarietà con Neila e Nadia, con la comunità tunisina e con tutte le comunità straniere presenti nel nostro territorio, vorremmo poter incontrarci nelle prossime iniziative della Fondazione, per costruire insieme la risposta al razzismo ed alla xenofobia, con l’accoglienza, il rispetto tra diversi e la convivenza per un comune progetto di società giusta, aperta, solidale e tollerante.

Monterotondo, 3 aprile 2012

Fondazione Angelo Frammartino


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