Un giorno di pace a Gerusalemme in ricordo di Angelo: 10 agosto

Plauso unanime per la proposta della famiglia del giovane Angelo Frammartino, martire della pace, durante la sessione conclusiva dell'incontro sul conflitto israelo-palestinese. "Vorremmo che il prossimo 10 agosto, quando sarà trascorso esattamente un anno, possa essere un giorno di pace a Gerusalemme". Così Pierangelo Frammartino, cugino di Angelo il ventiquattrenne partito il primo agosto dello scorso anno per Gerusalemme con la speranza di "far giocare i bambini palestinesi" e ucciso dieci giorni dopo "dall'odio che produce ogni guerra". Il giovane era presente a Firenze, in Palazzo Vecchio, con i genitori e la sorella di Angelo chiamati dalla Regione Toscana a conclusione dell'incontro con le ong italiane, israeliane e palestinesi sul ruolo dell'Europa nella risoluzione del conflitto israelo-palestinese. Nel messaggio letto a nome dell'intera famiglia, Pierangelo ha annunciato che a breve sarà costituita – in ricordo del giovane accoltellato da un palestinese - una Fondazione "che diffonda i valori di pace, non violenza e solidarietà verso i più deboli" e che l'intera famiglia ("con animo colmo di dolore") troverà la forza per essere a Gerusalemme nella giornata del 10 agosto. La proposta per "un giorno di pace a Gerusalemme " è stata accolta, a Firenze, da un grande applauso e fatta propria dalle parti – sociali e istituzionali - che in questa tre giorni voluta dalla Regione Toscana si sono confrontate su presente e futuro della situazione in Medio Oriente. Nel dare la parola a Pierangelo (presente nel Salone dei Cinquecento con i genitori di Angelo, Michelangelo e Silvana, e con la sorella Romina) l'assessore alla cooperazione internazionale della Regione Toscana Massimo Toschi ha sottolineato il valore di quel sacrificio ("In quella terra c'è anche la vita di Angelo: un seme di speranza e di pace"). Toschi ha accolto la proposta dei familiari ("Molti saranno presenti e tutti lo saremo con il cuore"). Parole di sostegno anche dal presidente Claudio Martini e dagli esponenti politici Jibril Rajoub e Avraham Burg, palestinese il primo, israeliano il secondo. "Un gesto semplice, ma di amore e di solidarietà verso il prossimo – ha sottolineato Pierangelo rispetto alla decisione del cugino di "rinunciare alle vacanze estive per aiutare i bambini cui la guerra ha negato persino il sorriso". E un gesto "che è stato un esempio anche per noi familiari che, fin dal primo momento, non abbiamo mai espresso parole di odio o di rancore verso nessuno". A breve un aggiornamento sugli incontri a Montecatini dell'11 e 12 giugno e la giornata conclusiva del 13 giugno a Firenze, in Palazzo Vecchio.


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